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MONITORAGGIO AMBIENTALE VAL POLA

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Il PROGETTO di Riassetto idrogeologico e recupero ambientale

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| Il progetto di riassetto


Il progetto preliminare
Il progetto approvato prevede interventi concentrati soprattutto nel fondovalle con lo scopo di riportare il corso dell’Adda a cielo aperto, ma anche di perseguire un ripristino ambientale dell’area fortemente compromessa a seguito degli eventi del 1987. La portata degli interventi previsti nel progetto ha richiesto il vaglio Ministeriale con procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Il Ministero dell’Ambiente con parere del 31 gennaio 2001 ha espresso parere favorevole sul progetto che è stato quindi sviluppato a livello definitivo. Gli interventi previsti consistono essenzialmente in:

  • Scavo di un canale a cielo aperto nell’accumulo di frana per una lunghezza di circa 800 m con profondità massima di circa 25 m. La situazione morfologica della valle ha richiesto valutazioni attente sulla stabilità delle scarpate sui due lati a seguito dell’apertura del canale e in sinistra idraulica si è reso necessario il ricorso a terre armate. Il nuovo canale nel quale scorrerà l’Adda è dimensionato per smaltire piene dell’ordine di circa 500 mc/sec; portate eccedenti saranno smaltite dalle gallerie di by pass che rimarranno quindi funzionali in casi di eventi estremi (con tempo di ritorno superiore a 500 anni).
  • Realizzazione a monte del nuovo canale di una briglia selettiva per trattenere gran parte del materiale trasportato della corrente idrica come trasporto di fondo. Detta briglia si rende necessaria vista la bassa pendenza (dell’ordine 6 – 8 per mille obbligata dalla morfologia dell’accumulo) prevista per il nuovo canale per evitare che la perdita di pendenza rispetto l’area circostante (mediamente intorno al 2 – 3 %) possa portare all’accumulo di materiale detritico e determinare riduzioni della sezione idraulica.
  • Demolizione delle tre briglie sommitali di consolidamento realizzate in emergenza sul lato di valle dell’accumulo dove verrà scavato il nuovo canale.
  • Rimodellamento delle sponde della valle nell’area interessata dall’accumulo di frana con la creazione di colmate nelle zone più depresse utilizzando il materiale scavato per la formazione del canale. Tutte le aree saranno quindi oggetto di un ripristino ambientale.
  • Svaso del materiale detritico presente a monte del cosiddetto “Arginone” ovvero il grosso rilevato, longitudinale alla valle, realizzato sul lato destro della stessa, con lo scopo di proteggere il canale dalle colate detritiche di cui si è detto sopra. La presenza dell’Arginone è fondamentale per assicurare la funzionalità del deflusso idrico.
  • Regimazione idraulica dei valgelli (corsi d’acqua affluenti dell’Adda) presenti sia in sinistra che in destra idrografica nella zona a monte della frana, tutti caratterizzati da elevata pendenza e forte trasporto solido: in più casi è prevista la realizzazione di opere trasversali per il controllo dello stesso. Un caso a parte è il torrrente Val Pola le cui acque si riversano nella nicchia di frana contribuendo alla formazione delle colate detritiche. Per limitare questo fenomeno si valuterà la possibilità di prevedere la captazione delle acque e il loro allontanamento tramite un canale a girapoggio (canale di gronda).
Nel complesso il progetto comporta una rilevante attività di movimento terra (circa 6 milioni di metri cubi) e quindi la necessità di organizzare al meglio i cantieri limitando l’impatto ambientale – legato principalmente alla formazione di polveri – e il disagio per i residenti. A tal fine il Ministero dell’Ambiente, in sede di espressione del parere di compatibilità ambientale, ha imposto alla Regione Lombardia l’attivazione di un sistema di monitoraggio delle componenti ecosistemiche che copra un periodo di 10 anni a partire da almeno un anno prima dell’attivazione dei cantieri.


Il progetto esecutivo
Il progetto esecutivo I° lotto riguarda le opere di riassetto idraulico dell'area della Val Pola comprendenti l'adeguamento, completamento e modifica delle opere realizzate durante la fase critica dell'emergenza (1987*1988) conseguente alla caduta della frana ed allo sbarramento del corso naturale del fiume Adda tra la frazione Aquilone (Comune di Valdisotto) e la frazione Verzedo (Comune di Sondalo).

Gli interventi prevedono la formazione di un nuovo alveo a cielo aperto del fiume Adda, mediante ricostruzione di un adatto profilo idraulico da Aquilone fino alle briglie fondate. Il nuovo alveo del fiume Adda, ricavato in parte per escavazione (nella zona del canalone) in parte per riporto di materiale (nella zona lago) ha sezione idraulica e pendenza definite per la portata di progetto duecentennale e verificate per quella millenaria. Il fondo alveo è vincolato da opportune opere idrauliche localizzate (quali le soglie di fondo trasversali) o diffuse (corazzamento). Le sponde sono protette da idonee scogliere vincolate, ad intervalli regolari, da idonee costolature.

Tutta l’area dell’attuale lago esterna al nuovo alveo (colmata Poz e colmata S.Antonio) verrà riqualificata mediante opportuno riporto di materiale, finalizzato al recupero della fruizione delle aree stesse mediante raggiungimento della quota di sicurezza idraulica. Su tali riporti saranno avviate opere di riqualificazione ambientale. Nel progetto esecutivo I lotto è previsto un completamento solo parziale della colmata Poz, a partire da monte (zona Tirindrè), mentre il resto dell’area verrà protetta dalle piena mediante arginature e un sistema di drenaggio e scolo delle acque regolato a valle con chiaviche.

Le gallerie di by-pass verranno interessate dal deflusso solo durante gli eventi di morbida e piena mediante alimentazione automatica dall’alveo attraverso uno sfioratore in calcestruzzo corazzato. Le acque che attraversano la soglia di sfioro vengono indirizzate verso le gallerie attraverso uno scivolo, corazzato a protezione della struttura stessa e a parziale dissipazione dell’energia delle acque. Prima di raggiungere le gallerie le acque vengono raccolte in un bacino di calma che permette una più corretta distribuzione del flusso e una riduzione del rischio di intasamento delle gallerie da trasporto solido e/o flottante e consente di migliorare l’inserimento ambientale delle opere esistenti. Il fondo e le sponde del bacino di calma sono in parte rivestite con massi. Tenendo conto del fatto che le gallerie non verranno interessate dal deflusso in condizioni di magra è prevista, nelle immediate vicinanze delle gallerie, una zona umida permanente alimentata costantemente da un vicino affluente.

Tutto il tratto dell’attuale canalone in corrispondenza della frana sarà interessato da una sostanziale risagomatura del versante sinistro, con arretramento dello stesso per lo scavo del nuovo alveo del fiume Adda. Una parte del versante, quella in corrispondenza del tratto più stretto, sarà caratterizzata da una sistemazione con la tecnica delle terre rinforzate, mentre la parte idraulicamente più a monte del versante si colloca in un tratto di più ampio respiro in termini planimetrici, che consente la risagomatura del versante stesso senza necessità di particolari opere di sostegno. Tutto il versante sarà comunque interessato da opere di bonifica, drenaggio e rinverdimento.

Il tratto di arginone, esistente in sponda destra ai piedi della frana, rivestito in massi non subirà alcuna modifica morfologica in quanto lo scavo del nuovo alveo comincerà ai piedi dell’arginone stesso e ne seguirà la pendenza dei versanti. Il tratto di arginone a monte di quello rivestito subirà una risagomatura finalizzata ad un sensibile arretramento dello stesso per permettere lo scavo del nuovo alveo. Tutto il tratto di arginone risagomato sarà interessato da opere di bonifica, drenaggio e rinverdimento. Le modifiche interesseranno comunque solamente il paramento di valle dell’arginone, quello esterno, cioè, al vallo di accumulo. In corrispondenza di questo è previsto, in questo primo lotto di opere, un parziale svaso di alleggerimento del carico sull’arginone. Il vallo, infatti, riceve continuamente materiale proveniente dall’area di distacco della frana, ancora ricca di detriti, tanto che l’accumulo ha quasi raggiunto, nel tratto di valle in corrispondenza del conoide, il livello di coronamento dell’arginone.

Il nuovo alveo dei rii Presure e Mala rappresenta un intervento “secondario”, ma molto importante per la stabilizzazione del versante sinistro. A riguardo, sono previsti: il prolungamento dell’attuale tubazione in arrivo dal bacino di ritenuta Presure; un blocco di ancoraggio per la stabilizzazione del tratto in curva della nuova tubazione; un manufatto di sbocco con dissipatore; la sistemazione del nuovo alveo a cielo aperto con corazzamento del fondo e stabilizzazione delle sponde con scogliere; un nuovo manufatto di attraversamento della strada provinciale; la nuova confluenza nel fiume Adda. L’accesso definitivo alle opere in sponda sinistra potrà avvenire direttamente dalla strada provinciale, tramite apposite deviazioni e rampe collocate in corrispondenza delle terre rinforzate e del versante risagomato, della zona dell’imbocco delle gallerie (con accesso al bacino di accumulo a monte dell’imbocco) e della colmata S.Antonio. L’accesso alle opere in sponda destra potrà avvenire: dalla pista sud che parte alla zona del ponte del diavolo a valle delle briglie, prosegue lungo le briglie stesse e ai piedi dell’arginone, fino alla colmata Vendrello e alla colmata Poz (questo accesso è utilizzabile in qualsiasi condizione di deflusso del F.Adda); dalla pista nord attraverso il guado esistente e mantenuto in corrispondenza delle soglie a monte dell’intervento, ad Aquilone, che prosegue lungo l’alveo fino alla colmata Poz (questo accesso è utilizzabile solo durante le magre del fiume Adda).

Sulla colmata S.Antonio, nei pressi del bacino di accumulo a monte delle gallerie sarà collocato un capannone con funzione di officina/deposito. Esso è costituito da una struttura portante (telaio e sostegno carroponte) prefabbricata e tamponamenti e completamenti in materiale naturale (mattoni e legno) adatto all’inserimento ambientale dell’edificio nell’area di recupero. Il capannone è attrezzato con locali e servizi. La zona officina/deposito è accessibile tramite portoni in ferro/legno. Il piazzale e le aree adiacenti al capannone saranno adibite ad aree di servizio (deposito, parcheggio per manutenzione, zona di atterraggio per elicottero). Tutte le opere sono compiutamente descritte nelle tavole di progetto e tale materiale dovrà essere utilizzato in cantiere dall’Impresa appaltatrice anche quale riferimento per i coordinamenti in materia di sicurezza. Nell’ambito dei lavori notevole importanza rivestono le opere provvisionali e di cantiere (quali la deviazione provvisoria del fiume Adda, la formazione delle berlinesi di micropali sul versante sinistro in corrispondenza delle terre rinforzate e sotto il Belvedere, la deviazione della strada provinciale, gli accessi alle aree di cantiere, la predisposizione di sistema di allertamento per le piene del fiume Adda e degli affluenti, la difesa della zona di cantiere, ecc.) che dovranno essere condotte in accordo con le indicazioni contenute nel PSC.
 
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