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Acque superficiali e sotterranee



» Introduzione

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» Attività di ARPA Lombardia

» La rete di monitoraggio e lo stato delle acque superficiali 2014

» La rete di monitoraggio e lo stato delle acque sotterranee 2014

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     » Progetto Fiumi - 2009-2012 - Report

     » Progetto sedimenti Lambro - Rapporto finale

» Rapporti annuali:

     » Stato delle acque superficiali: 2009-2014

     » Stato delle acque sotterranee: 2009-2014




Introduzione

L’acqua rappresenta una delle risorse più importanti della Lombardia ed il suo impiego riguarda gli usi potabili, industriali, agricoli, idroelettrici e ricreativi.
La Lombardia è la regione italiana più ricca di laghi (circa 50), sia in termini di superficie che di volume (40% e 63% rispettivamente del totale nazionale). La lunghezza complessiva dei corsi d’acqua naturali raggiunge circa 6.000 km. A questi si va ad aggiungere un’estesissima rete di canali irrigui e di bonifica (circa 200.000 km censiti) che consente di mantenere viva ed efficiente l’attività agricola nonostante l’intensa urbanizzazione del territorio.
Anche le acque sotterranee e sorgentizie rappresentano un’importante risorsa che storicamente soddisfa l’ampio fabbisogno potabile, industriale, irriguo e, più di recente, l’uso per raffrescamento.
A causa dell’ampia urbanizzazione del territorio, dell’industrializzazione e della diffusione delle attività agro-zootecniche, le risorse idriche in Lombardia necessitano di costante monitoraggio e interventi di tutela.
I corpi idrici superficiali costituiscono il recapito finale di scarichi domestici e industriali e sono talvolta oggetto di eventi di contaminazione accidentali o dolosi.
I corpi idrici sotterranei possono essere soggetti a impoverimento quantitativo, nei casi di prelievi eccessivi, e a degrado qualitativo, derivante dalla presenza di siti contaminati o da sorgenti diffuse di contaminazione.

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Contesto normativo (aggiornamento 2015)

La normativa sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee trova il suo principale riferimento nella Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.
Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 norme in materia ambientale, con le sue successive modifiche ed integrazioni, recepisce formalmente la Direttiva 2000/60/CE, abrogando il previgente decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152. A seguito dell’approvazione del Dlgs 152/06, sono stati emanati alcuni decreti attuativi riguardanti la tipizzazione e l’individuazione dei corpi idrici, l’analisi delle pressioni, i criteri per il monitoraggio e per la classificazione.
La Direttiva 2000/60/CE rafforza inoltre la consapevolezza che le acque sotterranee sono una riserva strategica difficilmente rinnovabile e risanabile. In tale contesto, la Direttiva 2006/118/CE “Protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento”, recepita a livello nazionale con il decreto legislativo 16 marzo 2009, n. 30, esplica e definisce gli elementi per la definizione del buono stato chimico e quantitativo delle acque sotterranee.
La Regione Lombardia, con l'approvazione della Legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26, ha indicato il Piano di gestione del bacino idrografico come strumento per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, attraverso un approccio che integra gli aspetti qualitativi e quantitativi, ambientali e socio-economici. Il Piano di gestione, che prevede come riferimento normativo nazionale ancora il Dlgs 152/99, è costituito dall’Atto di indirizzi per la politica di uso e tutela delle acque e dal Programma di tutela e uso delle acque (PTUA).
Successivamente, in attuazione della Direttiva 2000/60/CE, l’Autorità di Bacino del fiume Po ha adottato il Piano di Gestione per il Distretto idrografico del fiume Po (PdGPo). Il Piano di Gestione è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono programmate le misure finalizzate a garantire la corretta utilizzazione delle acque e il perseguimento degli scopi e degli obiettivi ambientali stabiliti dalla Direttiva 2000/60/CE. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 2013 è l’atto formale che completa l’iter di adozione del Piano di Gestione del Distretto idrografico Padano.
Il 22 dicembre 2015 sono stati pubblicati gli Elaborati del Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po Riesame e Aggiornamento al 2015 (PdG Po 2015) adottato in data 17 dicembre 2015.

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Le attività di ARPA Lombardia

ARPA Lombardia effettua il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee in maniera sistematica sull’intero territorio regionale dal 2001, secondo la normativa vigente. A partire dal 2009 il monitoraggio è stato gradualmente adeguato ai criteri stabiliti a seguito del recepimento della Direttiva 2000/60/CE.
L’Agenzia inoltre effettua il controllo delle pressioni gravanti sulle risorse idriche, in particolare degli scarichi delle acque reflue urbane e industriali.

ARPA, in particolare, svolge le seguenti azioni inerenti le acque superficiali e sotterranee:
  • programmazione e gestione del monitoraggio quali-quantitativo dei corpi idrici;
  • effettuazione di sopralluoghi, campionamenti, misure di portata dei corsi d’acqua e misure di livello della falda;
  • esecuzione di analisi degli elementi chimico-fisici e chimici e degli elementi biologici;
  • elaborazione dei dati derivanti dal monitoraggio e relativa classificazione;
  • supporto tecnico-scientifico a Regione Lombardia per le attività di pianificazione e programmazione;
  • partecipazione a tavoli tecnico-scientifici su tematiche di settore istituiti dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente, dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dalla Regione Lombardia e dagli Enti Locali;
  • gestione e realizzazione di monitoraggi e progetti relativi a problematiche o specificità territoriali;
  • verifiche ed espressione di pareri nei seguenti ambiti:
    • Grandi Opere (osservazioni ai Progetti di Monitoraggio Ambientale, verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni)
    • VIA e VAS (pareri)
    • Sperimentazioni relative al Deflusso Minimo Vitale (partecipazione ai tavoli tecnici, verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni)
    • Svasi Dighe (verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni);
  • gestione delle emergenze e degli esposti relativi a eventi di contaminazione delle acque.


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Nel 2009 ARPA Lombardia ha avviato il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, secondo i criteri stabiliti dalla Direttiva Acque (2000/60/CE). Il monitoraggio, che si basa su cicli sessennali, si è concluso nel 2014 e ha portato, nel 2015, alla revisione del Piano di Gestione del distretto idrografico Padano.

Anche i dati relativi al monitoraggio effettuato nel 2014, ora validati e disponibili, sono utilizzati per la classificazione di stato di ciascun corpo idrico superficiale e sotterraneo presente nella nostra regione.



La rete di monitoraggio e lo stato delle acque superficiali 2014

Il processo di tipizzazione dei corsi d’acqua e dei laghi in Lombardia ha portato all’individuazione di 39 tipi fluviali e di 8 tipi lacustri.
All’interno di ciascun tratto o bacino tipizzato sono stati individuati 669 corpi idrici fluviali (520 naturali e 149 artificiali) e 56 corpi idrici lacustri (32 naturali e 24 invasi).
La rete di monitoraggio regionale per le acque superficiali è composta da:
  • 355 stazioni collocate su altrettanti corpi idrici fluviali;
  • 44 stazioni collocate su 37 corpi idrici lacustri.
Il primo ciclo triennale di monitoraggio operativo è stato avviato da ARPA Lombardia nel 2009 e si è concluso nel 2011. Il secondo ciclo triennale è iniziato nel 2012 ed ha avuto termine nel 2014, anno in cui si è concluso il primo ciclo sessennale del monitoraggio di sorveglianza.


Rete di monitoraggio delle acque superficiali (2009-2014)

Fonte: ARPA Lombardia


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La rete di monitoraggio e lo stato delle acque sotterranee 2014

La rete regionale comprende 521 punti per il monitoraggio qualitativo (Figura 1) e 447 punti per il monitoraggio quantitativo (Figura 2); su alcuni punti vengono effettuate entrambe le tipologie di monitoraggio.
Il primo ciclo triennale di monitoraggio operativo è stato avviato da ARPA Lombardia nel 2009 e si è concluso nel 2011. Il secondo ciclo triennale è iniziato nel 2012 ed ha avuto termine nel 2014, anno in cui si è concluso il primo ciclo sessennale del monitoraggio di sorveglianza.


Figura 1 - Rete regionale di monitoraggio qualitativo - Fonte: ARPA Lombardia



Figura 2 - Rete regionale di monitoraggio quantitativo - Fonte: ARPA Lombardia


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RAPPORTI ANNUALI:

Stato delle acque superficiali - 2014:

     » Bacino del Fissero - Tartaro
     » Bacino del Lambro - Olona
     » Bacino del Mincio - Lago di Garda
     » Bacino dell'Oglio - Lago di Iseo
     » Bacini Asta Po
     » Bacino del Ticino - Lago Maggiore
     » Bacino dell'Adda - Lago di Como


» Consulta l'archivio »



Stato delle acque sotterranee - 2014:

     » Area idrogeologica Adda - Oglio
        » Stato chimico Adda - Oglio (2009-2011)
        » Stato chimico Adda - Oglio (2012-2014)
     » Area idrogeologica della Lomellina
        » Stato chimico Lomellina (2009-2011)
        » Stato chimico Lomellina (2012-2014)
     » Area idrogeologica fondovalle Valtellina
        » Stato chimico fondovalle Valtellina (2009-2011)
        » Stato chimico fondovalle Valtellina (2012-2014)
     » Area idrogeologica Oltrepò Pavese
        » Stato chimico Oltrepò Pavese (2009-2011)
        » Stato chimico Oltrepò Pavese (2012-2014)
     » Area idrogeologica Ticino - Adda
        » Stato chimico Ticino - Adda (2009-2011)
        » Stato chimico Ticino - Adda (2012-2014)
     » Area idrogeologica Oglio - Mincio
        » Stato chimico Oglio - Mincio (2009-2011)
        » Stato chimico Oglio - Mincio (2012-2014)


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