Le serie storiche evidenziano come nel corso degli ultimi decenni la qualità dell’aria sia costantemente migliorata nel caso dei principali inquinanti, mentre segnalano una situazione stazionaria di criticità per il particolato fine e l’ozono. La caratteristica comune di questi inquinanti è l’essere in buona parte, per quanto riguarda il PM10, o totalmente per quanto riguarda l’ozono, inquinanti di origine secondaria (cioè si formano in atmosferica a seguito di reazioni chimiche tra composti precursori NOx, SO2, COV direttamente emessi in atmosfera dalle sorgenti). Questo fa sì che l’inquinamento permanga in atmosfera per lunghi periodi e interessi un bacino aerologico ampio e ciò, ovviamente, rende più complessa l’attuazione di azioni efficaci alla riduzione delle concentrazioni di PM10 e di O3.
La configurazione geografica e le caratteristiche meteoclimatiche tipiche della pianura padana sono tali per cui quest’area è di fatto un unico bacino omogeneo nel quale il PM10 e l’ozono tendono a diffondersi in modo uniforme e, in condizioni di stabilità atmosferica, ad accumularsi. Per affrontare questo problema, le Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Valle d’Aosta e le Province Autonome di Trento e di Bolzano hanno sottoscritto un accordo a vari livelli, al quale ha successivamente aderito anche il Canton Ticino della Confederazione Elvetica, finalizzato oltre che alla condivisione delle metodologie e degli strumenti di valutazione della qualità dell’aria (inventari delle emissioni, modellistica e reti di monitoraggio) anche all’adozione di azioni comuni di riduzione delle emissioni di PM10 al fine di massimizzare l’efficacia delle politiche di prevenzione e contenimento dell’inquinamento atmosferico. Fatta salva l’autonomia di ciascuna Regione di intraprendere ulteriori provvedimenti, gli elementi e le azioni di natura tecnico-organizzativa sui quali il Tavolo interregionale si propone di orientare l’azione coordinata e sinergica delle Regioni sono i seguenti:
1.
definire ed adottare limitazioni progressive della circolazione dei veicoli più inquinanti, allo scopo di accelerare il rinnovo del parco circolante e di orientare il mercato nella direzione di tipologie di veicolo a minore impatto;
2.
promuovere ed agevolare l’installazione dei filtri antiparticolato, e di analoghi dispositivi per la riduzione delle emissioni, sui veicoli nuovi e su quelli già circolanti;
3.
definire ed adottare forme di regolamentazione per l’utilizzo dei combustibili, incluse le biomasse lignee per riscaldamento civile, per le quali si intende richiedere la diffusione di soluzioni tecnologiche migliorative;
4.
definire ed adottare “standards” emissivi comuni per le attività produttive e per le sorgenti civili, nell’ambito dell’autonomia concessa alle Regioni dalla normativa nazionale vigente;
5.
approfondire le conoscenze sull'utilizzo delle tecniche di modellazione ai fini della previsione, valutazione e preparazione di piani e programmi di miglioramento della qualità dell’aria all'interno del territorio del bacino padano;
6.
condividere e migliorare l’inventario delle emissioni INEMAR, a supporto dell’elaborazione e della verifica dei piani e programmi regionali.
ARPA Lombardia, Provincia di Lodi, ASL di Lodi, e Regione Lombardia, anche con il supporto dell’Università degli Studi di Milano e di Pavia, hanno attivato il progetto pilota biennale “Salute e Ambiente nella provincia di Lodi” per studiare la relazione tra la qualità dell’aria e il rischio sanitario associato all’esposizione della popolazione della provincia di Lodi (ossia di realtà urbane di medie dimensioni) all’inquinamento atmosferico. Numerosi sono infatti gli studi che mettono in evidenza l’associazione tra inquinamento e stato di salute e molti elementi indicano che sia di natura causale, ma attualmente è ancora oggetto di ricerca la valutazione della reale esposizione della popolazione, in quanto concorrono alla definizione della stessa sia lo stato di qualità dell’aria dell’ambiente esterno, ma anche quella dell’ambiente domestico, oltre ovviamente alle abitudini di vita della popolazione.
Il progetto pertanto oltre a valutare lo stato generale di qualità dell’aria della provincia di Lodi, in relazione alle diverse realtà territoriali ed emissive del territorio, si propone i seguenti obiettivi:
1.
approfondimento in particolare dell’inquinamento da particolato fine (PM10 e PM2,5) sia in termini di concentrazione che di composizione del particolato;
2.
valutazione dell’inquinamento indoor raccogliendo informazioni relative alle abitudini di vita, allo stato di salute e alle caratteristiche degli ambienti di vita su un campione esteso di popolazione lodigiana ed effettuando misure di concentrazione e speciazione di particolato fine in un campione rappresentativo di abitazioni della provincia;
3.
valutazione dei dati epidemiologici di mortalità a lungo e breve termine in relazione alle serie storiche di dati di qualità dell’aria;
4.
analisi della percezione del rischio da inquinamento atmosferico nella provincia di Lodi e attivazione di modalità di comunicazione orientate alle diverse tipologie di interlocutori (popolazione, studenti, amministratori, ecc).