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Legna da ardere? istruzioni per il corretto uso di una risorsa importante  
Strategie

Da qualche tempo i piccoli apparecchi di combustione a legna sono all’attenzione delle Istituzioni, sia a livello europeo che a livello locale.
La questione presenta due aspetti: da un lato l’incentivazione del mercato dei piccoli impianti di combustione a legna può contribuire a ridurre le emissioni di gas climalteranti, dall’altro l’incrementare il mercato di questi stessi piccoli apparecchi di combustione a legna rischia di generare emissioni non climalteranti significative, in particolare di polveri sottili e idrocarburi policiclici aromatici.

In Italia, fra l’altro, non sono attualmente vigenti limiti di emissione per gli impianti a biomassa di potenza inferiore a 35 kW, cioè per i piccoli apparecchi domestici, e questo fa sì che vengano utilizzati ancora molti impianti obsoleti ed inefficienti.

Alcune zone del territorio italiano – ad esempio la Pianura Padana – sono soggette a condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli che determinano l’accumulo degli inquinanti atmosferici. In queste zone il controllo delle emissioni dai piccoli impianti a legna è particolarmente importante e può dare risultati sul miglioramento della qualità dell’aria.

Poiché il confine territoriale delle diverse regioni non è ovviamente un limite per la diffusione dell’inquinamento, dal 2007 le diverse Autorità territoriali del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) affrontano il problema in modo coordinato.
Uno degli obiettivi dell’accordo siglato - approvato anche dalla Valle d’Aosta, dalle Province Autonome di Trento e Bolzano e dal Canton Ticino - è proprio quello di definire forme di regolamentazione dell’utilizzo dei combustibili, inclusa la legna per il riscaldamento: per i piccoli apparecchi domestici a legna si intende richiedere la diffusione e l’adozione di tecnologie migliorative.

     
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