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Legna da ardere? istruzioni per il corretto uso di una risorsa importante  
Piccoli impianti domestici a legna - Emissioni specifiche

Come noto, i prodotti della combustione “ideale” sono essenzialmente acqua e biossido di carbonio (CO2); nella realtà diversi fattori (ad esempio la mancanza della giusta quantità di aria necessaria per far avvenire la combustione completa, o la presenza di impurezze) fanno sì che i fumi contengano molti elementi incombusti tra i quali le polveri fini, i composti organici volatili non metanici (COVNM), gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e il monossido di carbonio (CO).

Per un combustibile solido come la legna, inoltre, la presenza di prodotti indesiderati nelle emissioni è facilitata dalla maggiore difficoltà di una completa combustione del materiale solido nonché dalla presenza di impurezze nel combustibile (ad esempio zolfo o metalli).
La presenza degli incombusti tra i prodotti della combustione - oltre a essere un problema per l’inquinamento dell’aria - è anche indice di una minore efficienza dell’apparecchio, ossia della generazione di una minore quantità di calore a parità di combustibile consumato.

Le emissioni di inquinanti dai piccoli impianti domestici a legna dipendono da numerosi fattori, e principalmente:

  • dal tipo di apparecchi che garantisce la combustione
  • dalla completezza della combustione
  • dalla tipologia di legna e dalle sue condizioni

A causa della dipendenza delle emissioni da questi fattori - e da altri, come la tipologia dei sistemi di misura - i dati disponibili sulle emissioni di polveri degli apparecchi a legna sono molto variabili, con valori che variano di oltre 10 volte per la stessa tipologia di apparecchio.

Il quadro riassuntivo dei livelli medi dei fattori di emissione di diversi tipi di apparecchi e combustibili - utilizzati per la redazione dell’inventario delle emissioni regionale INEMAR per l’anno 2014 - indica che anche i più avanzati fra gli apparecchi che utilizzano biomassa legnosa (ad esempio, gli apparecchi a pellet) hanno valori di emissioni nettamente superiori a quelli che usano gas naturale per tutti gli inquinanti ad eccezione della CO2, le cui emissioni per la  legna possono essere considerate nulle.

In linea generale, si può ritenere che gli apparecchi più moderni (stufe a legna innovative, stufe a pellet) producano a parità di legna consumata meno polveri fini, monossido di carbonio e composti organici volatili; la loro “convenienza”, inoltre, non è solo ambientale ma anche economica in quanto consumano meno legna per soddisfare il fabbisogno energetico.

Non tutto però dipende dall’apparecchio in sé: l’apparecchio deve anche funzionare bene.
Perfino in un apparecchio di tipo innovativo, un malfunzionamento – dovuto ad esempio a un eccessivo carico di legna o a una carenza di aria – può far aumentare notevolmente l’emissione di polveri.
Inoltre, le polveri che si creano quando la legna brucia male contengono sostanze come gli idrocarburi policiclici aromatici e le diossine, che le rendono più tossiche.

Poiché il progresso tecnologico ha migliorato notevolmente il rendimento dei piccoli impianti di riscaldamento a biomassa - consentendo oggi all’acquirente di trovare sul mercato ottime stufe che raggiungono livelli di emissione di PM10 più bassi degli apparecchi più vetusti - per tutelare la qualità dell’aria diventa indispensabile sostituire gli impianti obsoleti con apparecchi che rappresentano le migliori tecnologie disponibili, e attrezzarsi per garantire l’uso ottimale di tali apparecchi.

     
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