» Progetto LAGORA’ – Il Lago in piazza
Centralità di un piccolo lago prealpino (SIC IT2010008 Lago di Comabbio) nella rete ecologica naturale
Scopo progetto
Il Parco del Ticino, quale gestore del SIC Lago di Comabbio ha proposto tale progetto, avente come obiettivo la riqualificazione del lago di Comabbio per una sua rivalutazione come nodo strategico di connettività di una vasta rete ecologica naturale.
Il progetto, iniziato il 1 marzo 2006, avrà la durata di 24 mesi ed un costo complessivo di 216.500 €, di cui parte finanziati dalla Fondazione Cariplo.
A tale scopo sono stati programmati alcuni interventi prioritari:
- studio di fattibilità del ripristino della rete ecologica naturale;
- intervento di riqualificazione del primo tratto del Canale Brabbia;
- biomanipolazione della vegetazione acquatica;
- riqualificazione ed espansione della fascia di vegetazione sublitorale;
- applicazione di modelli predittivi del fenomeno di interrimento del lago;
- valutazione del carico inquinante puntiforme e diffuso.
Alla realizzazione del progetto, in gestione partecipata, collaborano i comuni rivieraschi, la Provincia di Varese, la GRAIA s.r.l. e l’ARPA – Dip. di Varese.
Il lago di Comabbio
Piccolo lago naturale di origine morenica, ha una superficie di 3,4 km2 ed una profondità massima di circa 8 m.
Formatosi in epoca postglaciale, il lago di Comabbio è uno dei sette laghi varesini, appartenente al bacino idrografico del Fiume Po. Originariamente faceva parte del lago di Varese ma, con l’abbassarsi delle acque, è rimasto comunicante con esso solo attraverso il canale Brabbia.
La bassa profondità nonché lo scarso ricambio delle acque del lago di Comabbio favoriscono
durante il periodo invernale la formazione di uno strato di ghiaccio di discreta dimensione che, anticamente, veniva raccolto in ghiacciaie per la conservazione del pesce e di altre derrate alimentari.
Il lago ha subito, negli anni, gli effetti di una
rapida antropizzazione e industrializzazione del territorio, che ha portato in pochi decenni a una situazione di
degrado dell’ecosistema lacustre, a causa degli scarichi civili ed industriali convogliati nel suo bacino.
Tale livello di degrado ha portato il lago da una
condizione trofica naturale di mesotrofia ad una di ipertrofia con il verificarsi frequente di situazioni di completa anossia sul fondo e, saltuariamente, di fenomeni di moria di massa della fauna ittica lacustre.
In seguito ad
opere di collettamento e depurazione degli scarichi, le condizioni del lago sono lentamente migliorate, mantenendo tuttavia condizioni critiche, che rendono necessaria l’attivazione di interventi di risanamento che ne favoriscano il ritorno alle condizioni ecosistemiche naturali.
Ruolo dell’ARPA – Dipartimento di Varese
Nell’ambito di tale progetto, all’ARPA competono l’attività di monitoraggio delle acque e sedimenti lacustri e la valutazione del carico inquinante che si immette nel lago.
Attività di monitoraggio
Il
progetto prevede che nel corso dei due anni (marzo 2006 - febbraio 2008) venga effettuata
un’analisi dei sedimenti lacustri su cui effettuare la ricerca di parametri chimico – fisici oltre a misure di radioattività (Cs 137) in due punti: alla massima profondità ed in un punto antistante l’incile del Canale Brabbia.
Sono inoltre previste campagne stagionali, in cui verranno prelevati, sempre nei 2 punti suddetti, campioni di acque lacustri in cui verranno
misurati alcuni parametri chimico-fisici.
Inoltre, su alcune aliquote di acqua del lago, si procederà al
conteggio e alla classificazione delle specie fitoplanctoniche e zooplanctoniche.
Valutazione del carico inquinante
L’indagine prevede il
monitoraggio degli scarichi diretti a lago (scaricatori di piena, acque meteoriche ed eventuali scarichi puntiformi) nonchè la verifica della loro qualità, in caso questi ultimi siano attivi.
Al fine di realizzare un corretto censimento, sono previsti sopralluoghi nel territorio circumlacuale e raccolta di documentazione dai Comuni e dalla Provincia di Varese.
Metodi di indagine
La
stazione di prelievo corrisponde al punto di massima profondità (- 8 m), in comune di Varano Borghi.
I campioni di acqua vengono raccolti mediante una bottiglia di tipo Niskin della capacità di 5 litri ed un verricello manuale.
I prelievi sono previsti in superficie, a metà colonna (- 4 m.) e sul fondo.
Inoltre viene effettuato anche un prelievo relativo allo strato integrato dalla superficie a quattro metri di profondità (0-4m), ogni metro.
In campo vengono rilevati, sull’intera colonna d’acqua, in continuo, mediante sonda multiparametrica autoregistrante, i valori relativi ai parametri:
ossigeno disciolto, temperatura, conducibilità e pH.
Il valore di trasparenza viene determinato con
disco di Secchi.
Per la determinazione dei
parametri chimico-fisici si fa riferimento ai “Metodi analitici per le acque - APAT, IRSA - CNR”.
Il riconoscimento e il conteggio delle specie fitoplanctoniche vengono effettuati previa sedimentazione del campione per un tempo in ore pari all’altezza in centimetri della cella utilizzata (10- 25 ml) con un microscopio a luce invertita con ingrandimenti 200X, 320X, 400X (Figg. 3 e 4) e secondo il metodo di Utermohol. Il biovolume delle specie fitoplanctoniche è calcolato da valori pubblicati in letteratura secondo le formule di Rott e Schroeder, oppure associando la forma specifica a corpi geometrici, e ricavandone poi il volume (Phytoplankton manual, edited by A. Sournia, Museum National d’Histoire Naturelle, Paris, Unesco).