PERICOLO VALANGHE:
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Numero Verde 8488-37077.
I consigli del Centro Nivo-Meteorologico di Bormio:

I gravissimi incidenti da valanga che si sono succeduti verso la metà del mese di Gennaio 2008 fanno riflettere molto sullo stato delle conoscenze su questa materia da parte della popolazione della Lombardia e dei frequentatori delle sue montagne.
Il primo grave incidente è avvenuto sulle montagne di Livigno (SO), dove due giovani sciatori fuoripista del luogo hanno perso la vita il 12 gennaio u.s. in un canalone che raggiunge la Val Fedaria. Un altro incidente di proporzioni ancor più significative è avvenuto nel Comune di Collio Val Trompia, sulle montagne del bresciano, dove il passaggio di 10 motoslitte ha provocato una valanga che le ha travolte: purtroppo, quattro degli undici passeggeri hanno perso la vita.
Ancora sulle montagne livignasche della Val Fedaria, due sciatori tedeschi che sciavano in fuoripista hanno provocato una valanga il 18 gennaio u.s. ed uno di loro ha perso la vita.
Stiamo parlando solo di incidenti che hanno visto vittime o feriti, non sempre infatti si viene a conoscenza di incidenti in valanga nei quali, per fortuna, i travolti non perdono la vita o non rimangono feriti: sappiamo infatti che sulle montagne della Lombardia in quei tragici giorni vi sono stati altri incidenti.
Dai dati sino ad oggi raccolti risulta che dal 1980 in Lombardia vi sono stati 446 travolti da valanga, di cui 82 vittime e 59 feriti.
Di fronte a questi incidenti, malgrado da molti anni vengano intraprese attività di prevenzione da parte di Enti ed Associazioni (ARPA, AINEVA, Club Alpino Italiano, Guide Alpine, Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, ecc.) al fine di sensibilizzare gli escursionisti alla messa in atto di misure di protezione e di comportamenti da adottare in ambiente innevato, molto rimane da fare per raggiungere risultati più soddisfacenti.
Potrebbe sembrare superfluo ribadire che non bisognerebbe mai andare su terreno innevato da soli e ancor meno in condizioni di pericolo valanghe elevato. Comunque anche con grado di pericolo medio-basso (1-2) andrebbe meglio valutata la situazione di volta in volta.
Sicuramente bisognerà continuare ad insistere non solo sull’utilità della dotazione personale degli apparecchi ARVA e sull’esercizio all’utilizzo dello stesso, in modo da poter essere prontamente operativi in caso di autosoccorso, ma anche nel campo dell’informazione nivometeorologica perché questa possa giungere puntualmente a tutti coloro che frequentano la montagna innevata nel tempo libero o per attività professionali.
Nessuna delle 7 vittime del gennaio 2008 in Lombardia aveva con sé l’A.R.V.A.
L’autosoccorso, in caso d’incidente da valanga, è fondamentale. E’ infatti risaputo che è durante i primi quindici minuti di seppellimento che vi sono le più alte probabilità di rimanere in vita.