» Le fonti di emissione
Dal punto di vista delle emissioni, la Provincia di Sondrio si discosta sensibilmente dalla media regionale.
Ad es. per l’inquinante PM10 la fonte “combustione non industriale” è prevalente rispetto al “trasporto su strada”. (vedi INEMAR aggiornamento 2008).
Tra i combustibili, l’uso della legna risulta essere ancora molto diffuso per il riscaldamento domestico, a cui va aggiungendosi un numero tendenzialmente crescente di impianti di produzione di energia (termica e/o elettrica) alimentati a biomasse vergini.
Relativamente alle emissioni industriali, la Provincia di Sondrio è caratterizzata da un elevato numero di imprese medio piccole, con un totale di oltre 500 aziende soggette ad autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
» Bacini idroelettrici

Tra le attività produttive va considerata quella legata alla produzione di energia elettrica, generalmente comune a tutte le aree montane.
La pervasità dello sfruttamento idroelettrico fa si che in provincia di Sondrio le captazioni e gli invasi incidano sul regime delle portate per oltre l’80% delle aste fluviali e torrentizie costituenti la rete idrografica.
» Acque reflue urbane

Tra gli apporti localizzati, la parte preponderante è costituita dai reflui di origine urbana, tenuto anche conto che il settore turistico costituisce l’attività peculiare della provincia.
Va tuttavia rilevato che la caratteristica specifica del territorio montano permette solo nel fondovalle, in presenza dei maggiori nuclei abitativi, il collettamento di più comuni e il trattamento dei reflui collettati in impianti di grandi dimensioni.
I comuni localizzati in aree più decentrate, anche se costituiti da nuclei abitativi di minor rilievo, sono costretti a provvedere autonomamente alla depurazione delle proprie acque reflue civili.Per tale ragione , tra gli impianti presenti sul territorio provinciale, permangono attive numerose strutture depurative di dimensionamento inferiore ai 2000 abitanti equivalenti (A.E.)
» Rischi naturali e tecnologici
Gestito da Centro di Monitoraggio Geologico
In un’analisi effettuata dal Ministero dell’Ambiente, che prevedeva una classificazione dei comuni in base ad un indice qualitativo detto “livello di attenzione per il rischio idrogeologico” la provincia di Sondrio e quella di Lodi spiccano per i valori di rischio idrogeologico “molto elevato” ed “elevato.” In uno studio della Struttura Rischi Idrogeologici della Regione Lombardia, effettuato secondo i criteri dettati dalla legge 267/98, che ha consentito un censimento delle aree a rischio aggiornato all’evento alluvionale di fine 2000, la provincia di Sondrio risulta di gran lunga quella dove i fenomeni di debris flow, colata e crolli si ripetono con maggior frequenza ed intensità.
Considerata la predisposizione del territorio della Provincia di Sondrio ed il ricorrere di eventi alluvionali e/o franosi nella sua storia sia antica che recente, a seguito degli eventi alluvionali del 1987, la Regione Lombardia ha istituito il Centro Monitoraggio Geologico, con il compito precipuo di controllare alcune aree instabili, dotate di reti di monitoraggio, segnalando eventuali situazioni di rischio agli Organi preposti alla tutela dell’incolumità della popolazione.
» Il rischio di valanghe
Gestito da Centro Nivo Meteo – Bormio
La finalità principale dell’intera rete è il monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e nivologiche in caso di emergenza, la valutazione della stabilità del manto nevoso, la statistica climatologia per il territorio montano e la prevenzione degli incidenti.
Si sono verificati sull’arco alpino, nel corso del 2003 (dati aggiornati all’aprile 2004), 39 incidenti da valanga con 14 vittime nella sola Lombardia, per la maggior parte (65%) tra coloro che praticano sci d’alpinismo.