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Ambrosia
Il suo nome significa “cibo per gli dei” e viene utilizzata per la preparazione di vini aromatizzati, come il vermouth ed in erboristeria per ottenere dei tonici contro la dispepsia, ma questa pianta ha pollini estremamente allergizzanti, già da diversi anni ha trovato nel nostro territorio ed in generale in tutta la Pianura Padana un habitat ideale per la sua diffusione e crea problemi sanitari di rilevante entità in tutti i soggetti sensibili.
Non si tratta di una specie vegetale tipica del nostro territorio che si è sviluppata in modo massiccio: l’Ambrosia proviene dal Nord America, è verosimilmente giunta in Europa insieme a semi di interesse agricolo, soprattutto di girasole, e la sua prima segnalazione in Italia è stata fatta a Torino nel 1901.
La globalizzazione, con l’incremento degli scambi commerciali, porta sempre più spesso all’introduzione di specie estranee alla fauna e alla flora locale creando però danni solo dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, mentre nel caso dell’Ambrosia ci sono importanti implicazioni per la salute umana.

Sulla base delle osservazioni e dei rilievi effettuati abbiamo accertato che le principali vie di diffusione dei semi, piccoli e leggeri, sono rappresentate dai corsi d’acqua e dalle strade più trafficate, oltre che da terreni di riporto provenienti da aree infestate. Le spiagge del Ticino, a Vigevano come al Lido di Pavia , pullulano di piantine che, crescendo su sabbia e ghiaia, non riescono a raggiungere l’altezza tipica di 80-90 centimetri, a volte sembrano dei bonsai ma fioriscono, producendo pollini e semi che, trascinati dalla corrente, raggiungono il Po e vanno a colonizzare le province rivierasche.
Nel corrente anno abbiamo evidenziato un’ulteriore massiccia diffusione della pianta sulle rive dei corsi d’acqua: anche la valle Staffora appare invasa ad altitudine superiore ai 500 metri s.l.m.
La pianta comincia a germinare tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, inizia a fiorire in agosto ed i pollini si diffondono sino alla fine di settembre; gli sfalci periodici, effettuati secondo le indicazioni di una specifica Ordinanza della Regione Lombardia, rappresentano il miglior intervento nelle aree pubbliche e private e sui cigli stradali. Nell’Ordinanza regionale si prevede un ultimo sfalcio nella seconda decade di agosto, ma nel caso non ne sia stata possibile l’effettuazione o il focolaio non sia stato tempestivamente individuato, anche un provvedimento più tardivo, in settembre, risulta opportuno per l’eliminazione del polline residuo e come intervento di prevenzione, per evitare la maturazione dei semi e la reinfestazione nell’anno successivo.
A maturità una pianta a normale sviluppo può produrre oltre un miliardo di granuli di polline, che hanno piccolissime dimensioni e vengono diffusi dal vento: in questo periodo finestre delle abitazioni aperte, gite in bicicletta, finestrini delle automobili abbassati, footing e in generale sport all’aria aperta risultano estremamente controindicati per le persone allergiche, che traggono un grande beneficio da intense precipitazioni nel periodo di piena fioritura.