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05 giugno 2009 - Giornata Mondiale dell'Ambiente 5 giugno 2009

Ogni singolo gas climalterante è caratterizzato dal proprio Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP o Global Warming Potential). Il GWP è la misura di quanto una molecola di un certo gas serra (biossido di carbonio, metano, protossido d’azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) contribuisce all’effetto serra; l’indice si basa su una scala relativa che confronta ogni gas con il biossido di carbonio, il cui GWP ha per definizione il valore 1. Il valore del GWP è valido entro un certo intervallo di tempo, e può quindi cambiare nel medio periodo; il GWP di una certa molecola dipende infatti dall’intervallo di tempo rispetto al quale è stato calcolato. Così, il metano ha un GWP pari a 25 nell’arco dei cento anni ma pari a 72 nell’arco dei vent’anni.

Il GWP rappresenta quindi il rapporto fra il riscaldamento globale causato in un determinato periodo di tempo da una particolare sostanza e il riscaldamento provocato dalla stessa quantità di biossido di carbonio. Il protossido d’azoto, ad esempio, ha un GPW (100 anni) pari a 298: ciò significa che una tonnellata di protossido d’azoto emesso in atmosfera provoca un aumento dell’effetto serra pari a quello causato dall’emissione di 298 tonnellate di CO2. L’uso dei fattori di peso GWP consente sia di combinare le emissioni dei singoli gas serra e valutare il riscaldamento globale, sia di individuare i contributi delle singole sorgenti emissive alla formazione complessiva di gas serra.

     
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