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IPPC: Integrated Pollution Prevention and Control


ATTIVITÁ DI PREVENZIONE E CONTROLLO INTEGRATO DELL'INQUINAMENTO
 
 


» L'ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA IPPC IN ITALIA E LOMBARDIA
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   » Il processo di autorizzazione A.I.A.
   » Autorizzazioni A.I.A. e piano delle ispezioni di controllo
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L’Italia recepisce la Direttiva 96/61/CE, conosciuta come “Direttiva IPPC” (Integrated Pollution Prevention and Control) con il D.Lgs 372/99, il quale introduce nell’ordinamento nazionale l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) limitatamente agli impianti industriali esistenti. In seguito il decreto viene parzialmente abrogato dal D.Lgs 59/05 che estende il campo di applicazione dell’AIA agli impianti nuovi ed alle modifiche sostanziali apportate agli impianti esistenti (Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2005).
Parziali modifiche al D.Lgs 59/05 sono state introdotte dal D.Lgs. 152/06 noto come Testo Unico Ambientale (WinZip file 3.4 MB), in particolare per la parte relativa alle procedure VAS, la VIA su impianti IPPC entrata in vigore il 31/01/2007.

Con l’A.I.A. si promuove un approccio preventivo ed integrato di riduzione degli impatti ambientali, con la progressiva adozione delle migliori tecniche disponibili (MTD o BAT–Best Available Technique) in fase di progettazione, gestione, manutenzione e dismissione dei processi e dei prodotti industriali. Il fine è di ottenere un alto livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso e di prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l’inquinamento con interventi alla fonte nonché garantire una gestione accorta delle risorse naturali spingendo i processi verso livelli di efficienza sempre più elevati.

La Direttiva IPPC introduce alcuni concetti innovativi, i quali devono essere recepiti ed attuati dagli stati membri entro il 31/10/2007:
  • un approccio integrato sia nel coordinamento tra i vari soggetti sia nella valutazione dei diversi aspetti ambientali per limitare il trasferimento dell’inquinamento da un comparto all’altro;
  • il superamento dell’approccio ‘command and control’ con il coinvolgimento del gestore dell’impianto, quale soggetto attivo e propositivo;
  • la messa a punto di un piano di monitoraggio da parte dell’azienda che copra tutta la validità dell’ autorizzazione (5-7 anni)
  • la trasparenza del procedimento amministrativo e il coinvolgimento del pubblico e di tutti i portatori di interessi.
La norma è rivolta a specifiche attività produttive, particolarmente significative dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente; le attività sono individuate e divise in sei categorie nell’Allegato I della Direttiva. Lo strumento previsto è una procedura autorizzativa unica cui è tenuto un impianto industriale nuovo o già esistente e che sostituisce di fatto ogni altro visto, nulla osta, parere e autorizzazione ambientale di carattere settoriale.



Il ruolo di Arpa Lombardia nel processo autorizzativo.

Consulta la tabella e i grafici istruttorie IPPCIn Lombardia l’autorità competente è la Regione (ex D.D.U.O. n.12670/2002) che ha individuato la D.G. Qualità dell’Ambiente quale referente per il rilascio dell’A.I.A. Nel 2005 nasce lo Sportello IPPC che coordina i vari soggetti coinvolti nel processo autorizzativo (Regione, Provincia e Comune o Comunità montana dove sorge l’impianto IPPC, Arpa in qualità di supporto tecnico all’istruttoria e l’impianto IPPC) ed agisce da referente unico per le aziende.

Arpa gioca un ruolo strategico ed innovativo in Lombardia; la sua conoscenza specifica del territorio, dei comparti industriali e delle loro problematiche ha permesso di promuovere una cooperazione attiva con i gestori degli impianti IPPC, non solo nella fase di monitoraggio e controllo, ma anche nella fase di istruttoria tecnica dell’autorizzazione che è un po’ la novità del procedimento A.I.A. Sulla base di queste considerazioni e sul lavoro portato a termine nel biennio 2005 - 2006 la Regione ha rinnovato con Arpa Lombardia la convenzione (D.g.r. n. VII/19046, del 15.10.2004) per la gestione delle istruttorie A.I.A. per il 2007.



Il processo di autorizzazione A.I.A.

Dopo una prima fase sperimentale (2004) frutto di un Protocollo d’Intesa fra Regione Lombardia e Confindustria Lombardia, e di una convenzione fra Regione Lombardia ed Arpa Lombardia (Dgr. n. VII/19046) si è messa a punto una procedura per l’istruttoria A.I.A. Introdotta nel 2005, la procedura è stata recepita nel sistema qualità dell’Agenzia nel 2006 e sottoposta ad un processo di miglioramento continuo. Al fine di garantire omogeneità di valutazione in tutto il territorio lombardo, è stato istituito un apposita staff IPPC, coordinata ed affiancata dagli esperti dei diversi settori ambientali e dai referenti IPPC dei singoli dipartimenti. Il gruppo di lavoro, in stretta collaborazione con l’autorità competente le associazioni di categoria, ha individuato le modalità per un processo di istruttoria condiviso e ripercorribile, individuando un Allegato tecnico tipo generico e poi individuando per tipologia di attività produttiva le specifiche e gli aspetti da prendere in considerazione.
Oggi, in fase di consolidamento del processo di autorizzazione, Arpa sta puntando ad aumentare la qualità del servizio offerto in materia IPPC attraverso un’indagine di Customer Service rivolta ad un campione rappresentativo di aziende già autorizzate.

In particolare i compiti assegnati ad ARPA in materia di A.I.A. sono i seguenti:
  • acquisizione della documentazione A.I.A. da parte dello Sportello IPPC e valutazione tecnica;
  • redazione del documento tecnico destinato ad integrare il provvedimento autorizzativo;
  • illustrazione del documento tecnico in sede di Conferenza di Servizi, su richiesta dell’autorità competente;
  • consegna del documento tecnico entro 60 giorni dal ricevimento della documentazione allo Sportello IPPC;
  • consegna di eventuali integrazioni entro 15 giorni dalla richiesta

Durante l’istruttoria A.I.A., Arpa Lombardia dialoga con l’azienda IPPC, valuta la qualità dei dati forniti per l’autorizzazione e la performance ambientale che rivelano, prendendo in considerazione le migliori tecniche disponibili (MTD/BAT) ed il piano di monitoraggio proposti. Infine redige un documento tecnico, l’Allegato Tecnico, contenente le prescrizioni e le considerazioni legate ai limiti di emissione specifici per quel sito produttivo, destinato ad integrare il provvedimento autorizzativo.

La sede centrale di ARPA gestisce i rapporti con lo Sportello IPPC e mantiene la funzione di coordinamento e di indirizzo nei confronti dei Dipartimenti provinciali, cui spetta un ruolo fondamentale nella fase di valutazione tecnica della domanda.



Autorizzazioni A.I.A. e piano delle ispezioni di controllo.

Con il 30% di impianti IPPC (WinZip file, 70 Kb) da autorizzare in Italia, la Lombardia è la regione con il più alto numero di impianti: circa 1400 (compresi gli allevamenti), che si concentrano principalmente nelle Province di Milano, Bergamo e Brescia e con una distribuzione diffusa e significativa anche nel resto del territorio. Di questi impianti, 882 sono relative ad impianti esistenti, 11 ad impianti nuovi. Delle 882 pratiche di competenza di Arpa Lombardia nella fase istruttoria, i permessi riguardano 740 impianti industriali e 142 impianti di gestione dei rifiuti.

L’Istruttoria tecnica prevede:
  1. Esame delle autorizzazioni ambientali allegate con particolare riferimento alle prescrizioni contenute;
  2. Individuazione delle attività IPPC e non IPPC;
  3. Analisi dei processi produttivi e delle materie prime impiegate;
  4. Analisi dei cicli di produzione e delle apparecchiature impiegate;
  5. Analisi della produzione di energia e vapore acqueo;
  6. Analisi dei consumi energetici ed idrici;
  7. Inquadramento territoriale del sito (vincoli ambientali);
  8. Analisi delle emissioni inquinanti derivanti dai cicli produttivi, dal trattamento dei rifiuti e delle acque nonché delle emissioni sonore generate dall’impianto;
  9. Analisi del piano di bonifica ed emergenza;
  10. Identificazione delle sostanze pericolose impiegate e delle emissioni pericolose generate;
  11. Definizione dei limiti di emissione e delle prescrizioni per rispettarli;
  12. Analisi e modifiche del piano di monitoraggio.

La valutazione tecnica avviene attraverso l’analisi delle riduzioni quantitative e qualitative delle emissioni. Si vagliano le strategie e tecniche di riduzione dell’inquinamento già adottate e di quelle programmate dall’azienda, analizzando il ciclo produttivo ed i vincoli ambientali. L’azienda descrive nella pratica A.I.A. gli interventi di riduzione dei consumi energetici, idrici, di sostanze pericolose; le modalità di gestione degli impatti ambientali e le migliorie previste per le attività di stoccaggio e gestione dei rifiuti. L’azienda presenta le tecniche contenute nei Bref, qualora disponibili o nelle Linee Guida (riconducibili ai criteri di cui l’allegato tecnico 4 del D.Lgs 372/99) che intende adottare per prevenire l’inquinamento.

Arpa ha adottato diversi criteri di valutazione:
  1. Criteri di valutazione quantitativa;
  2. Criteri di valutazione qualitativa;
  3. Conformità alle tecniche previste dai Bref esistenti e già approvati;
  4. Criteri di cui l’allegato tecnico 4 del Dgls 372/99.
La struttura IPPC in Arpa Lombardia è composta da un referente IPPC per ogni dipartimento e circa 26 istruttori che affiancano i tecnici dei dipartimenti sul progetto IPPC.



» NORMATIVA
 
 
Normativa EUROPEA
DATA E NUMERO OGGETTO N.GU
Direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996 e successive rettifiche Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento GU L 257, del 10/10/1996
Decisione 99/391/CE della Commissione del 31 maggio 1999 Questionario sull'attuazione della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento GU L 148/39,
del 15/06/1999
Decisione 2003/241/CE della Commissione del 26 marzo 2003 Modifica alla decisione della Commissione, del 31 maggio 1999, concernente il questionario
sull'attuazione della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
GU L 89/17, del 05/04/2003
Decisione 2000/479/CE della Commissione del 17 luglio 2000 Attuazione del Registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER) ai sensi dell'articolo 15 della direttiva 96/61/CE del Consiglio sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC)
GU L 192/36,
del 28/07/2000
Direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003 Partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e modifica alle direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e all'accesso alla giustizia
GU L 156,
del 25/06/2003
Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003 "Sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità
e modifica alla direttiva 96/61/CE del Consiglio"
GU L 275/32,
del 25/10/2003
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 aprile 2001 Criteri minimi per le ispezioni ambientali negli Stati membri
GU L 118/41,
del 27/04/2001


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Normativa NAZIONALE
DATA E NUMERO OGGETTO N.GU
Decreto Legislativo 152/06 Testo Unico Ambientale
(WinZip file 3.4 MB)
n.d.
Decreto Legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento
GU n. 93, S.O. n. 72 del 22/04/2005
Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 372 Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento
GU n. 252, del 26/10/1999
Circolare 13 luglio 2004 Circolare interpretativa in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, di cui al decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372, con particolare riferimento all'allegato I
GU n. 167,
del 19/07/2004
DM 23 novembre 2001 Dati, formato e modalita' della comunicazione di cui all'art. 10, comma 1, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372
GU n. 37,
S.O. del 13/02/2002
DM 26 aprile 2002 Modifiche al decreto ministeriale 23 novembre 2001 in materia di dati, formato e modalita' della comunicazione di cui all'art. 10 del decreto legislativo n. 372 del 1999
GU n. 126,
del 31/05/2002
D.P.C.M. 24 dicembre 2002 Approvazione del nuovo modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2003 (integrazione della dichiarazione INES al MUD)
GU n. 3,
del 4/01/2003
Legge 27 dicembre 2002, n. 289 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003), Art. 77
GU n. 305,
SO n. 240 del 31/12/2002
Legge 27 febbraio 2004, n. 47 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative
GU n. 48,
del 27/02/2004
DM 29 maggio 2003 Approvazione del formulario per la comunicazione relativa all'applicazione del decreto legislativo n. 372/1999, recante attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento
GU n. 228,
del 1/10/2003
Guida Per la compilazione del rapporto relativo ai valori limite di cui alla domanda 2.2.1 del formulario ai fini della comunicazione prevista dal DM 29/05/03
GU n. 266, SO n. 173
del 15/11/2003
Legge 31 ottobre 2003, n. 306 "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2003"
GU n. 266, SO n. 173
del 15/11/2003
Legge 15 dicembre 2004, n. 308 Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione
GU n. 302, SO n. 187,
del 27/12/2004


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Normativa REGIONALE
DATA E NUMERO OGGETTO N.GU
Decreto del 24 marzo 2005,
n. 4614:

Testo

Nuovo Calendario
Calendario per la presentazione delle domande di autorizzazione integrata ambientale/IPPC relativamente agli impianti esistenti esercitanti le attività industriali previste nell'allegato I del D.Lgs. 372/99 ad esclusione delle attività di cui al punto 6.6 n.d.
Delibera 5 agosto 2004,
n. VII/18623

Testo

Fac-simile domanda IPPC
Approvazione della modulistica e del calendario delle scadenze per la presentazione delle domande da parte dei gestori degli impianti esistenti soggetti all'autorizzazione integrata ambientale e disposizioni in ordine all'avvio della sperimantazione del procedimento autorizzatorio IPPC BURL II suppl. straordinario,
del 2/09/2004
Delibera 16 dicembre 2004,
n. VII/19902

Testo

Allegato A

Allegato B

Disposizioni in ordine al calendario e alle procedure relativi al rilascio delle autorizzazioni "IPPC"
BURL Serie Ordinaria
del 03/01/2005
Decreto 4 luglio 2002, n. 12670 Individuazione dell'Autorità Competente in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, ai sensi della direttiva 96/61/CE e del d.lgs. 4 agosto 1999, n. 372 e contestuale attivazione dello "Sportello Integrated/Pollution/Prevention and Control (I.P.P.C.)”
BURL Serie Ordinaria - n. 31,
del 29/07/2002
Comunicazione congiunta 18 dicembre 2003 Protocollo di intesa tra regione Lombardia e Confidustria Lombardia per il rapporto di collaborazione nella sperimentazione del procedimento autorizzativo previsto dal D.Lgs. 372/99
n.d.
Delibera 15 ottobre 2004, n. VII/19046 Schema di convenzione tra la Regione Lombardia e l'ARPA della Lombardia per la gestione congiunta dell'istruttoria tecnica relativa alle istanze presentate dai gestori degli impianti soggetti all'AIA e per la conseguente redazione del documento tecnico istruttorio
n.d.
Legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche
BURL n. 51, I suppl.ord.
del 16/12/2003
Decreto 11 novembre 2003, n. 18955 Censimento anagrafico delle attività soggette all'AIA ai sensi della Direttiva 96/61/CE, attuata con D.Lgs. 372/99
n.d.
Delibera 27 gennaio 2005, n. VII/20378 Disposizioni transitorie in ordine alle tariffe relative alle attività istruttorie per il rilascio dell'AIA n.d.


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