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d) Performance Audit
Per i Gestori delle RRQA il possesso di
campioni locali armonizzati permette di conseguire obbiettivi di qualità
espressi in termini di compatibilità analitica, che, come abbiamo visto,
è solo il primo passo verso la comparabilità della misura. Un ulteriore
passo in questa direzione viene ottenuto mediante l'applicazione di procedure tecniche
di taratura e controllo delle apparecchiature condivise su scala regionale.
L'efficacia e la corretta applicazione di tali procedure vengono valutate mediante
l'esecuzione di campagne di valutazione strumentale collaborative (Audit),
presso un campione delle stazioni di misura della RRQA, sia pubbliche che private:
l'attività è necessaria per una corretta formulazione di piani e
programmi futuri per la Rete di Rilevamento della Qualità dell'Aria di ARPA
Lombardia.
Gli Audit, operativamente, avvengono
attraverso una serie di verifiche e confronti a campo
sull'intero processo di generazione del
dato ambientale. I parametri inquinanti interessati alla campagna di valutazione sono
attualmente il monossido di azoto, monossido di carbonio e l'ozono; a breve sono
previsti anche il particolato fine PM10 e l'anidride solforosa.
Nel corso del 2003 stato messo a punto un progetto per l'esecuzione di
performance audit a campione sulle stazioni della RRQA che è stato
sperimentato su sei stazioni pilota appartenenti a tre sottoreti dipartimentali per
metterne in luce le criticità connesse ad elementi, sia tecnici che organizzativi,
eventualmente trascurati o non correttamente valutati in fase progettuale.
Le prime esperienze del Laboratorio
relativa alla conduzione di performance audit risalgono al 1994, con la l'esecuzione
di una campagna di valutazione del rilevamento dell'ozono condotta su scala regionale
in collaborazione con la Regione Lombardia. L'esperienza, di notevole importanza per
l'individuazione delle criticità presenti nel rilevamento è stata
condotta – al pari di tutte le altre eseguite in seguito – stressando l'attenzione
dei partecipanti sulla sua non fiscalità. In seguito a tale campagna sono
state individuate le azioni necessarie al miglioramento del rilevamento per il
parametro indagato, quali la programmazione e l'erogazione di corsi di formazione
specifici e la definizione di un embrione (lo spezzone regionale) di catena
metrologica per l'ozono. Quest'ultimo aspetto, come già detto, ha avuto un
notevole sviluppo negli anni successivi, grazie alla collaborazione con l'IMGC
Gustavo Colnnetti. Analoghi audit sono stati condotti, negli anni successivi,
per i parametri monossido di carbonio ed ossidi di azoto.
In queste prime campagne le verifiche sono state condotte dividendo in sezioni
il sistema automatico di misurazione: sistema di prelievo – analizzatore – data
logger – sistema e campioni di taratura e ci si è impegnati, mediante
campionamenti e misurazioni indipendenti in parallelo della durata di almeno 48 ore,
a fornire informazioni e valutazioni sul funzionamento di ogni singola sezione per
individuare le priorità di intervento.
Va da sé che un audit condotto con tale dettaglio operativo
richiede un notevole impegno di risorse qualificate durante le fasi di preparazione,
di conduzione a campo, di analisi dei dati e di reporting e va ben oltre lo
scopo minimo di verificare il soddisfacimento o meno degli obbiettivi di
qualità dei dati (DQOs) fissati dalla normativa nazionale e comunitaria.
Di qui nasce un progetto più recente di audit più "snello" dove il
sistema di misurazione viene valutato nel suo insieme ed il reporting viene
standardizzato. In tal modo, con un impegno più limitato di risorse umane –
non per questo meno qualificate! – ci si prefigge lo scopo di aumentare la
consistenza del campione di stazioni visitate nell'arco di un anno e fornire
quindi all'utenza, istituzionale e non, un dato la cui qualità sia garantita
da una valutazione indipendente eseguita da un'organizzazione/gruppo terzo non
coinvolto nella sua produzione.
e) Corsi di formazione tecnica
Un importante momento di armonizzazione
è costituito dai corsi di formazione rivolti al personale tecnico operante a
campo. Attraverso l'erogazione di corsi che costituiscono singoli momenti all'interno
di più ampi programmi formativi realizzati in sintonia con le strategie
Aziendali, si intende fornire un ulteriore contributo alla creazione di un bagaglio
comune di conoscenze tecniche che costituisce la base della qualità del dato.
L'esperienza maturata da Arpa Lombardia
costituisce inoltre la base per la programmazione ed erogazione, insieme alle ARPA
dell'Emilia-Romagna e del Veneto e nell'ambito di programmi nazionali contenuti nella
Legge 93/01, di corsi di formazione rivolti al personale tecnico delle rimanenti Arpa.