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» Home » Aria » Zonizzazione e criteri di rilevamento
..:: Perchè si misura la qualità dell'aria? ::..

La misura della qualità dell’aria è utile per garantire la tutela della salute della popolazione e la protezione degli ecosistemi. La legislazione italiana, costruita sulla base della cosiddetta direttiva europea madre (Direttiva 96/62/CE recepita dal D.Lgs. 351/99), definisce che le Regioni sono l’autorità competente in questo campo, e prevede la suddivisione del territorio in zone e agglomerati sui quali valutare il rispetto dei valori obiettivo e dei valori limite. La zonizzazione deve essere rivista almeno ogni 5 anni.
La Regione Lombardia con la d.G.R 2 agosto 2007, n.5290 ha modificato la precedente zonizzazione distinguendo il territorio in:

  • ZONA A: agglomerati urbani (A1) e zona urbanizzata (A2)
  • ZONA B: zona di pianura
  • ZONA C: area prealpina e appenninica (C1) e zona alpina (C2)

Nelle zone e negli agglomerati la valutazione della qualità dell’aria deve essere condotta in modo integrato, mediante le stazioni fisse ma anche i mezzi mobili, le campagne con campionatori passivi, i modelli matematici di dispersione le stime obiettive, quali quelle fornite dall’inventario comunale delle emissioni INEMAR.


..:: Quante centraline servono? ::..

In realtà non serve un numero molto elevato di stazioni. Infatti l’inquinamento si diffonde nell’aria e la misura in un punto può essere ben rappresentativa anche di aree molto vaste. Il Decreto Ministeriale n.° 60 del 02/04/2002 definisce il numero di stazioni necessarie per la valutazione delgli Ossidi di Azoto e di Zolfo (NOx SO2), delle polveri sottili (PM10), Piombo (Pb), Benzene e Monossido di Carbonio (CO) ed il Decreto Legislativo n.° 183 del 21/05/04 per l’Ozono (O3). Il rispetto di tali criteri assicura una valutazione della qualità dell’aria utile per la protezione della salute umana e degli ecosistemi. Per la protezione della salute pubblica , il numero di stazioni per zona o agglomerato (definito come le aree con un numero di abitanti superiore a 250.000 o comunque con una densità di popolazione per km2 tale da rendere necessaria la valutazione della qualità dell’aria) sono le seguenti:

Per i punti di campionamento destinati alla tutela degli ecosistemi la normativa prevede nel caso peggiore una stazione ogni 20.000 km2.


..:: Dove devono essere posizionate le centraline? ::..

La stazione di rilevamento deve essere posizionata in modo da essere il più possibile rappresentativa dello stato della qualità dell’aria dell’agglomerato o della zona in cui è posta, e della tipologia di stazione che interpreta. Infatti una rete di rilevamento deve avere stazioni posizionate sia in posizioni di fondo, capaci di rilevare l’inquinamento diffuso in modo generalizzato nel territorio, che in posizioni di picco, ad esempio in prossimità di vie di traffico, così da valutare la qualità dell’aria in casi critici (sebbene in ogni caso diffusi sul territorio e connessi alla reale esposizione della popolazione ), in aree o all’interno di zone dove si raggiungono i livelli più elevati di concentrazione a cui la popolazione sia esposta per un periodo di tempo significativo. I punti di campionamento destinati alla protezione degli ecosistemi dovrebbero essere rappresentative di aree di almeno 1000 km2 e dovrebbero essere ubicati a più di 20 km dagli agglomerati o a più di 5 km da aree edificate importanti, da impianti industriali o da autostrade. Tali stazioni dovrebbero essere impiegate per il monitoraggio dei livelli di concentrazione degli inquinanti determinati da sorgenti naturali e da fenomeni di trasporto sul lungo raggio.


- Classificazione e numero delle stazioni

Secondo i criteri dell'Agenzia Europea per l'ambiente (EEA) le stazioni di misura della qualità dell'aria, per gli inquinanti considerati nel Decreto Ministeriale n.° 60 del 02/04/2002, vengono classificate a seconda delle tipologia della stazione e dell'area e delle caratteristiche della zona:


  •  Tipo di stazione: Traffico (T), Industriale (I), Fondo (o background, B)
  •  Tipo di area: Urbana (U), Suburbana (S), Rurale (R)
  •  Caratteristiche dell'area: Residenziale (R), Commerciale (C), Industriale (I), Agricola (A),
     Naturale (N).
  •  Stazioni di traffico: considera la tipologia della strada e il flusso di traffico medio circolante
     sulla stessa. Deve essere rappresentativa della qualità dell'aria lungo la linea degli edifici.

Le stazioni sono classificate tramite una combinazione delle caratteristiche sopraelencate.
Ulteriori informazioni relative ai criteri per la disposizione delle reti di rilevamento della qualità dell'aria possono essere reperite nella seguente pubblicazione APAT – CTN-ACE (2004):

  ARPA Lombardia - Box
..:: L'aria nelle stazioni ::..

Zona del territorio / Provincia 
Città 
Centralina 
 

»  PM10, la media delle concentrazioni nelle aree sovracomunali

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