In Regione Lombardia il PM10 è
rilevato in modo automatico, 24 ore su 24, dalla rete di qualità dell’aria a partite
dal 1995 (3 stazioni), con successive implementazioni nel 1998 (6 stazioni) e nel 1999
(17), ancora prima dell’emanazione della Direttiva 99/30 relativa a tale inquinante.
Attualmente sono in funzione 37 analizzatori automatici.
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Gli analizzatori automatici
installati erano prevalentemente costituiti dagli analizzatori TEOM, già certificati
all’Ente di Protezione Ambientale americano (US-EPA) ed utilizzati, insieme a dati
rilevati da analizzatori più vecchi, per gli studi epidemiologici che hanno portato
l’OMS a definire i limiti attualmente vigenti.
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Il DM 2/4/02 n. 60 in conformità
alla Direttiva 99/30/CE ha individuato come metodo di riferimento per il campionamento
del PM10 quello gravimetrico. Metodi diversi devono essere dotati di certificazione
di equivalenza. Attualmente, il TEOM con l’utilizzo di un apposito fattore di
equivalenza risulta certificato dal Ministero dell’Ambiente Tedesco, sulla base
delle prove effettuate dall’Ente di prova tedesco TUV.
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ARPA con i finanziamenti della
Regione ha adeguato la propria rete di rilevamento del PM10, introducendo nuovi
analizzatori e individuando un idoneo fattore di equivalenza per il resto della
strumentazione, mantenendo per altro attivo in parallelo il Sistema di Misura
Classico (SMC) al fine di permettere un confronto con gli anni precedenti.
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L’introduzione della nuova
strumentazione e del fattore di equivalenza comporta sul Sistema di Misura 2005
(SM2005), introdotto a partire dal 1.11.2004, un apparente incremento delle
concentrazioni. Il valore numerico letto infatti a parità di qualità dell’aria
risulta mediamente più alto perché viene inglobata nella misura anche la parte
semivolatile. Ciò è particolarmente accentuato durante i mesi invernali in quanto
durante i mesi caldi la parte semivolatile è allo stato di gas anche nell’aria
esterna.
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La parte semivolatile è
costituita in prevalenza da nitrato di ammonio, sale inorganico, e, in percentuale
minore, da sostanze organiche basso – bollenti.
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La rete automatica è affiancata
da una rete di campionatori gravimetrici, che permettono, tra l’altro, di valutare
la composizione del particolato. In questo ambito si è evidenziato che mediamente
il 15 % del particolato è di origine naturale, dovuto al sollevamento di polvere
dal terreno. Questa parte ha scarsa reattività e una limitata rilevanza
tossicologica
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