L'importanza della determinazione degli
inquinanti atmosferici è conseguente all'influenza che tali sostanze hanno
sulla salute degli esseri viventi e sull'ambiente in generale.
Gli inquinanti atmosferici hanno effetti diversi sui vari organismi a seconda
della concentrazione atmosferica, del tempo di permanenza e delle loro caratteristiche
fisico-chimiche. D'altro canto anche la sensibilità di piante ed animali agli
inquinanti atmosferici è differente a seconda delle peculiarità degli
organismi stessi e del tempo di esposizione cui sono sottoposti. Ne consegue la
valutazione degli effetti sull'ambiente e sulla salute è complessa ed articolata.
Gli apparati più soggetti agli effetti delle sostanze immesse in atmosfera
sono quelli deputati alla respirazione e alla fotosintesi. Le sostanze più
dannose sono quelle di tipo gassoso e le particelle più sottili che riescono
ad arrivare nelle profondità dell'apparato respiratorio e fotosintetico
superando le barriere di difesa presenti nelle vie aeree superiori e negli apparati
fogliari. Le patologie conseguenti possono perciò interessare i bronchi, il
parenchima o la pleura cosi come il floema fogliare.
Gli effetti degli inquinanti possono essere di tipo acuto, quando insorgono
dopo un breve periodo di esposizione (ore o giorni) ad elevate concentrazioni di
inquinanti, o di tipo cronico, se si manifestano dopo un lungo periodo (anni
o decenni) ad esposizioni non necessariamente elevate ma continue.
La conoscenza dei meccanismi di azione degli inquinanti necessita ulteriori
approfondimenti poiché, se da un lato si hanno informazioni sugli effetti
acuti provocati da una singola sostanza, dall'altro non sono ben noti gli effetti
cronici delle miscele di inquinanti a concentrazioni poco elevate. D'altronde recenti
indagini segnalano un aumento proprio delle patologie bronchiali e polmonari e dei
danni alla vegetazione conseguenti al peggioramento degli ambienti sottoposti alla
pressione antropica. Questi segnali rendono evidente l'urgenza di approfondire le
relazioni tra il degrado della qualità dell'aria e l'incremento delle malattie
respiratorie e di esaminare la tossicità dello smog fotochimica sulle piante.
L'inquinamento produce anche un danno sociale, relativo alla popolazione nel suo
complesso: danni apparentemente trascurabili possono produrre un aumento della
frequenza della malattia. La prevenzione diventa quindi imperativa sia a livello
individuale (limitazione del fumo, minor utilizzo di automobili e moto, ecc.) sia a
livello collettivo (ad esempio normative e sanzioni adeguate) così da indurre
dei cambiamenti volti al miglioramento della qualità dell'aria nel
comportamento dei singoli e dell'intera società.
Tuttavia è molto difficile stabilire se e in che misura l'inquinamento
dell'aria è responsabile di una malattia respiratoria o della morte di una
pianta. Infatti è necessario calcolare l'influsso di tutti i fattori
potenzialmente influenti come l'effetto combinato della miscela di sostanze presenti
in atmosfera e lo stato di salute e sociale del paziente, piuttosto che il succedersi
di eventi siccitosi che possono rendere più sensibile la vegetazione a certi
inquinanti.
Per misurare e caratterizzare la miscela di sostanze nocive presenti nell'aria
si possono utilizzare diversi tipi di indicatore. La nicotina, ad esempio,
è un indicatore molto specifico per l'intero miscuglio di sostanze tossiche
prodotte dalla combustione del tabacco.
Gli ossidi di azoto (NOx) sono indicatori non specifici, nel senso che
quanto più elevata è la loro concentrazione, tanto è maggiore
l'inquinamento atmosferico nel suo complesso. Dagli studi epidemiologici più
recenti emerge un'evidenza medica e scientifica dovuta all'esposizione alla materia
particolata fine (particelle di dimensione inferiore ai 10 µm) e ultrafine
(particelle di dimensione inferiore a 0.1 µm). Il particolato atmosferico di
queste dimensioni riesce a penetrare in profondità nell'apparato respiratorio.
Si parla infatti di frazione "respirabile" per le particelle di diametro al di sotto
di 10 µm, e toracica per quelle più piccole di 2.5 µm.
Non essendo la salute un parametro misurabile si cerca di rilevare le conseguenze
dell'inquinamento atmosferico, come il peggioramento della funzione polmonare o i
giorni di attacchi di asma, la frequenza di emicranie e irritazioni agli occhi.
Possono venire considerate anche la frequenza del ricorso a prestazioni mediche.
Gli ostacoli nello stabilire dei nessi tra la qualità dell'aria e le sue
conseguenze sulla salute degli esseri viventi e sugli ecosistemi è molto
complessa; l'azione patologica di alcuni inquinanti è spesso amplificata
dalla presenza in aria di altre sostanze; l'effetto dell'esposizione può
manifestarsi anche con un ritardo di diversi anni; gli effetti dell'inquinamento
atmosferico si manifestano spesso con la diffusione di patologie croniche,
raramente caratterizzate da improvvisi picchi epidemici.
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