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Dipartimento provinciale di VARESE
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Gli impianti ad elevato impatto ambientale sul territorio della Provincia di Varese sono attualmente rappresentati dalle discariche e dai forni di incenerimento rifiuti, ubicati nelle vicinanze di centri abitati.
Nelle vicinanze di detti impianti sono presenti emissioni diffuse anche durante le fasi di movimentazione dei rifiuti da sottoporre a trattamento. Al fine di tutelare l’ambiente e le popolazioni che vivono nei pressi degli impianti stessi, sono stati attivati programmi di monitoraggio riguardanti il controllo delle emissioni e delle acque di falda.


» Ditta ACCAM S.p.A.

Il consorzio Accam, come associazione di comuni, nacque negli anni ’70, al fine di studiare fonti alternative alle discariche per lo smaltimento dei rifiuti.
Attualmente, la Ditta Accam S.p.A. ha sede a Busto Arsizio ed è autorizzata, ai sensi della D.d.g. 27 febbraio 2006 – n. 2083, all’esercizio delle operazioni di smaltimento di rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi provenienti da terzi.
Gestisce la raccolta, anche differenziata, dei rifiuti solidi urbani (RSU), dei rifiuti assimilabili agli urbani (RSA), dei rifiuti sanitari pericolosi e non pericolosi provenienti da terzi, e il conseguente trasporto e trasformazione, con produzione di energia elettrica e calore, oltre al recupero, smaltimento e vendita di questi, se commercializzabili.
RSU e RSA sono avviati al termovalorizzatore per il recupero energetico sotto forma di energia elettrica.
Sono in funzione due linee identiche di termodistruzione, inaugurate nell’anno 2000, che possono smaltire sino ad un massimo per linea di 200 t/die di rifiuti, per un totale di 110mila tonnellate di rifiuti all'anno.
Dalla combustione dei rifiuti decadono scorie e polveri, che vengono inertizzati.
L'energia prodotta dall'impianto è 50 milioni KW/h annui; di questi 38 milioni sono immessi nella rete nazionale, 12 sono destinati al fabbisogno di Accam.


L'impianto di termovalorizzazione

Schema termovalorizzatore - Fai clik per ingrandire
Accurate analisi effettuate sui rifiuti raccolti da sottoporre al processo di termodistruzione hanno dimostrato la sostanziale validità di un recupero energetico.
L’impianto permette di smaltire in continuo elevati quantitativi di rifiuti consentendo una significativa produzione di energia elettrica, con discreti rendimenti globali e ridotti autoconsumi.
L’impianto è costruito su due linee parallele, che hanno in comune la fossa di alimentazione dei rifiuti, gli impianti per la gestione dei residui solidi e i servizi ausiliari.
Dal sistema di alimentazione delle tramogge dei forni fino all’emissione atmosferica dal camino, l’impianto è interamente gestito da un sistema automatizzato e comandato dagli operatori dalla sala controllo.

La linea di trattamento è essenzialmente costituita dai seguenti moduli:
  • modulo di stoccaggio: la fossa di accumulo (capacità 3500 mc) consente l’alimentazione continua e controllata delle linee di termodistruzione. A parte, mediante linea separata vengono convogliati alla termodistruzione i rifiuti di origine sanitaria;
  • modulo di termodistruzione: per ogni linea di trattamento sono previsti la camera di combustione con sistema a griglie mobili orizzontali, il generatore di vapore, il sistema di depurazione dei fumi (compresi il sistema non catalitico di riduzione degli ossidi di azoto con urea, il reattore di assorbimento con sospensione di calce e carbone attivo per il trattamento dei gas acidi e la rimozione dei composti microinquinanti, il sistema di depolverazione mediante un filtro a maniche e il processo di assorbimento con una soluzione di soda) e il sistema di evacuazione dei fumi (costituito da un ventilatore, uno scambiatore termico ed un camino),
  • modulo di recupero energetico: ogni linea è dotata di un ciclo termico con un turboalternatore e un condensatore ad aria.
Il sistema di depurazione dei fumi ha lo scopo fondamentale di contenere l’impatto ambientale dell’impianto, garantendo emissioni inquinanti compatibili con le prescrizioni normative. I principali inquinanti dei processi di combustione sono gli ossidi di azoto, le polveri, i gas acidi, i metalli e i microinquinanti organici.


Attività di controllo ARPA

Il Dipartimento A.R.P.A. della Provincia di Varese, competente per territorio effettua, come stabilito dalla D.d.g. 27 febbraio 2006 – n. 2083 e dalla normativa vigente in materia, i controlli sull’impianto di trattamento rifiuti della Ditta Accam S.p.A.

Le verifiche, effettuate più volte l’anno, riguardano diversi aspetti:
  • qualitatativo e quantitativo dei rifiuti in ingresso all’impianto e depositati nella fossa di accumulo, nonchè quelli di origine sanitaria, conferiti separatamente
  • documentazione (registri di carico e scarico dei rifiuti e formulari di trasporto) attestanti le movimentazioni dei rifiuti in ingresso all’ impianto ed in uscita, ovvero quelli che decadono dalle operazioni di trattamento di rifiuti presso la ditta
  • linee di termodistruzione: funzionalità delle linee e verifica del registro manutenzione dell’impianto al fine di intervenire tempestivamente su eventuali problemi
  • sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera, come previsto dal D. Lgs. 133/05
  • monitoraggio delle acque di scarico dirette alla fognatura comunale.
Per approfondimenti consultare il sito » www.accam.it/default.cfm


» Holcim (Italia) S.p.A.

La Ditta Holcim S.p.A., produce e commercializza cementi, aggregati, calcestruzzi ed energia.
Nella Provincia di Varese, precisamente nello stabilimento di Comabbio, ha sede un’unità produttiva di cemento a ciclo completo, oltre ad attività estrattiva di cava da cui si ricavano aggregati, confezionamento di calcestruzzi e produzione di energia attraverso l’utilizzo di combustibili alternativi derivati da residui di processi industriali e da biomasse.


Presso la Holcim S.p.A. è stato autorizzato un impianto per operazioni di messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da sostanze organiche a base di solventi non clorurati, e contestuale utilizzo degli stessi come combustibile non convenzionale presso il forno del medesimo cementificio.

La Holcim S.p.A. autorizzata all’esercizio delle suddette operazioni con D.G.R. N.° 48529 del 24.02.2000, rinnovata con atto della R.L. 1078 di cui alla D.G.R.N.°1602 del 087/02/05.


Impianto di incenerimento rifiuti

I rifiuti speciali pericolosi vengono utilizzati come combustibile fluido sostitutivo in forni rotativi per la produzione di clinker da cemento.

I rifiuti da sottoporre a trattamento, in ingresso all’impianto, vengono scaricati da autocisterne e attraverso un sistema di pompaggio vengono trasferiti in due serbatoi della capacità di 125 mc cadauno. Previo passaggio in serbatoio polmone, i solventi vengono alimentati al forno per un quantitativo pari a 2 ton/ora, per un totale di 15000 ton/anno, corrispondenti a circa il 20% del consumo dei combustibili convenzionali utilizzati dal cementificio.
In caso l’impianto non funzioni a regime sono previsti sistemi di blocco dell’alimentazione dei solventi al forno.


Attività di controllo ARPA

Il Dipartimento A.R.P.A. della Provincia di Varese, competente per territorio effettua controlli periodici sull’impianto di incenerimento rifiuti della Holcim S.p.A. verificando i seguenti aspetti:
  • qualitatativo e quantitativo dei rifiuti in ingresso al forno di incenerimento
  • documentazione (registri di carico e scarico dei rifiuti e formulari di trasporto) attestanti le movimentazioni dei rifiuti in ingresso all’ impianto ed in uscita, ovvero quelli che decadono dalle operazioni di trattamento di rifiuti presso la ditta
  • funzionalità della linea di termorecupero e verifica del registro manutenzione dell’impianto al fine di intervenire tempestivamente su eventuali problemi
  • sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera, come previsto dal D. Lgs. 133/05
  • monitoraggio delle acque di scarico dirette alla fognatura comunale
  • .
Per approfondimenti consultare il sito » www.holcim.it

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